Corleone in Sicilia

 

 

Nella provincia di Palermo si trova il comune di Corleone. Rimandando al nome della città, lo stemma di Corleone presenta un leone sulle zampe posteriori su sfondo rosso.

 

Fin dall’antichità, che arriva fino al VII secolo prima di Cristo, grazie alla sua posizione strategica, Corleone fu un importante caposaldo per tutti i dominatori della Sicilia. L’antica strada principale che da Palermo portava ad Agrigento passava per Corleone. Sotto la dominazione romana Corleone si chiamava “Animosa Civitas”. Ma anche nel XX secolo Corleone fu al centro dell’interesse pubblico, purtroppo grazie all’influenza della mafia.

 

A soli 60 km dal capoluogo Palermo si trova Corleone, patria di padrini e boss. Fino a qualche anno fa veniva addirittura sconsigliato di visitare questo luogo dell’entroterra siciliano. I corleonesi non avevano interesse nel ricevere ospiti sgraditi a cui tagliavano le gomme dell’auto o insultavano animosamente i visitatori.

 

Al giorno d’oggi l’immagine di Corleone si è trasformata completamente. Le condizioni di vita sono estremamente diverse. I viaggiatori anche da soli possono tranquillamente visitare la città senza alcun pericolo. I dintorni della città sono semplicemente fantastici. I brulli fianchi delle colline, con un altitudine di 1613 metri e il bastione roccioso della Rocca Busambra fanno di questo luogo qualcosa di speciale. Questo luogo, ricco di boschi, grotte e fessure nella roccia è il nascondiglio ideale per alcuni criminali ricercati a livello internazionale.

 

L’intervento dell’antimafia ha reso questo luogo nuovamente vivibile e piacevole. L’abitazione del “boss dei boss” fu sequestrato assieme ai 200 ettari di terreno fertile e restituito al popolo. La villa del mafioso Salvatore Riina si trovava al confine della città di Corleone. Oggi è stata trasformata in una scuola agraria. I prodotti proveniente dagli ex-possedimenti mafiosi sono contrassegnati dalla marca “libera”. Tuttavia i nuovi proprietari non hanno una vita facile. Spesso i campi vengono incendiati appena prima della raccolta, e anche i lavoratori stagionali vengono intimoriti e si tengono alla larga.

 

Chi arriva a Corleone per vedere la mafia viene tuttavia deluso. Corleone infatti può essere visitato senza alcun pericolo.